Problemi di connessione… fluviale!

È stato appurato che solo il 40% di essi ha raggiunto un livello ecologico “buono” mentre in tutti gli altri, forti pressioni prevalentemente antropiche, ne impediscono il corretto funzionamento ecologico. Va quindi cambiata la gestione. La rinaturazione e riqualificazione fluviale è l’insieme di interventi e azioni atti a ripristinare le caratteristiche naturali del corso d’acqua e dei suoi servizi ecosistemici. È infatti importante recuperare l’ambiente originario fluviale affinché possa svolgere importanti funzioni dal punto di vista idrogeologico come, ad esempio, ricaricare le falde idriche durante le piogge intense per poi rilasciarne l’acqua, lentamente, durante i periodi di siccità, proprio come una spugna. Tale funzione mitigatrice e riequilibratice del ciclo idrogeologico è peraltro sempre più fondamentale alla luce dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo, con periodi molto più bagnati e periodi di siccità molto più prolungati.
La diversificata e abbondante vegetazione fluviale funge inoltre da tampone e filtro per tutto quell’eccesso di nutrienti e sostanze inquinanti che arrivano al corso d’acqua; è importante dunque ripristinare la vegetazione originale, caratterizzata da salici, pioppi, ontani, ontani neri, libera da specie infestanti aliene, cioè non appartenenti a quell’ambiente.
È di cruciale rilievo, quindi, una sensibilizzazione pubblica che faccia comprendere pienamente l’importanza e la ricaduta del recupero della naturalità dei fiumi, per tutta la comunità, garantendo la nostra sopravvivenza e quella del nostro patrimonio naturale e culturale.

Credito fotografico: © Jasper Van Der Meij on Unsplash